L’incontinenza urinaria nella donna: “arginiamola”!

Quando si parla di salute al femminile non possiamo dimenticare quella condizione che riduce la qualità’ della vita di una donna; una fra queste, l’incontinenza urinaria. Interessa un quarto delle giovani , un terzo delle donne di media età e la metà delle donne dopo la menopausa, con svariate sfumature ed entità. Vi sono 2 tipologie: quella da sforzo e l’incontinenza da urgenza. Epidemiologicamente il fumo di sigaretta e’ curiosamente un fattore di rischio di tale condizione. L’incontinenza urinaria femminile non va mai sottovalutata perché costituisce anche una predisposizione a sviluppare la cistite!

La dimensione del problema

La prevalenza della incontinenza urinaria è causa determinante di un grande problema sociale soprattutto nella popolazione femminile con percentuali pari al 20-30% nella fascia giovanile, al 30-40% nella fascia di mezza età e al 30-50% nella categoria degli anziani. Purtroppo per molte donne ammettere di avere questo disturbo è ancora un tabù: infatti solo il 20% delle donne con incontinenza urinaria chiede aiuto all’Urologo!

Le cause dell’incontinenza femminile

Conosciamo tre tipologie di incontinenza urinaria: da sforzo, da urgenza e mista (da urgenza e da sforzo). Generalmente il 50% delle incontinenze femminili sono classificate da sforzo mentre nella donna anziana aumenta la forma da urgenza. La incontinenza da sforzo vede nella perdita della statica vescicouretrale la sua origine ossia nella perdita del sostegno meccanico dei legamenti vescicouretrali e del pavimento pelvico: il sintomo si verifica con i colpi di tosse e gli sforzi in genere. Nelle forme da urgenza invece viene persa la fisiologica capacità distensiva del serbatoio vescicale che viene invece a contrarsi bruscamente e involontariamente, vincendo la resistenza dell’argine sfinterico. Nelle forme miste coesistono entrambe.

La severità del problema

Ogni donna afflitta da incontinenza urinaria ha il proprio vissuto psicologico (personale, sociale e coniugale) nei confronti del disagio. Appare quindi importante come il Medico Specialista sappia fare emergere tale condizione e soprattutto l’interesse che la donna dimostra nel voler risolvere il disturbo e l’impegno che lei è eventualmente disposta ad affrontare nelle cure riabilitative, mediche e chirurgiche.

Quali sono i fattori di rischio dell’incontinenza femminile?

Senza dubbio quei fattori che possono pregiudicare in qualche modo la statica pelvica come le gravidanze plurime e con parto vaginale, ma esiste anche una evidenza acquisita nell’obesità ed in tal senso riacquistare il proprio peso forma porta un indubbio vantaggio e regressione del problema. Le cistiti rappresentano una causa irritativa scatenante l’incontinenza sebbene di tipo transitorio. È da tutti riconosciuto che il fumo aumenta la prevalenza dei sintomi a carico dell’apparato urinario con un range di 1,5 volte se confrontata con le non fumatrici.

“…la vera sconfitta di una Donna che soffre di incontinenza urinaria ha un nome: assorbente!”

Come affrontare il problema con lo specialista urologo

L’Urologo valuterà la storia della Paziente (anamnesi) e la tipologia dei suoi sintomi : caratteristiche dell’incontinenza con sua epoca di comparsa , entità (numero di assorbenti utilizzati) eventuali sintomi infettivi coesistenti (cistite), abitudini nell’assunzione di liquidi (diario minzionale), eventuale utilizzo cronico di farmaci (antidepressivi, diuretici,..), alterazioni della sessualità (specie nella menopausa) e dell’alvo (stipsi,..) e non ultimi gli aspetti psicologici e le attese per gli esiti del trattamenti. Successivamente attuerà una serie di indagini dette di primo livello come l’esame obiettivo generale (rapporto peso-altezza) e particolare (sulla tonicità del pavimento pelvico e sulla efficienza degli sfinteri, eventuali prolassi e non ultimo il test di valutazione delle perdite sotto il colpo di tosse. Ma anche esame delle urine, ed ecografia dell’apparato urinario e quindi l’utilizzo di una “griglia diagnostica” di secondo livello adeguata al caso (esame urodinamico,..).

Dalla diagnosi alla terapia: quando iniziare le cure?

Il trattamento dell’incontinenza urinaria deve essere approntato subito, senza attendere che i sintomi possano prostrare e demotivare (anche socialmente) la donna, con il calo dell’autostima. Ogni tipo di incontinenza ha il suo rimedio e quindi si parte generalmente correggendo gli stili di vita sbagliati (fumo, sedentarietà), correggendo obesità, infezioni delle vie urinarie croniche, stipsi ostinata, sino agli esercizi di rieducazione e ginnastica vescicale,ginnastica di irrobustimento dei muscoli pelvici nelle forme di incontinenza da “sforzo”.Non ultimi i trattamenti di stimolazione elettrica del pavimento pelvico e il biofeedback (tecnica che utilizza delle sonde anatomiche inserite nella vagina che trasformano l’attività muscolare in segnali visivi la cui intensità indica la forza di contrazione, rieducando e potenziando gli sfinteri). Ma anche l’utilizzo di farmaci della classe degli antimuscarinici e i beta-agonisti sono un ottimo ausilio nelle forme d’incontinenza “da urgenza vescicale” che , nelle forme più resistenti, vede nelle iniezioni di botulino nello spessore del muscolo vescicale (tecnica semplice, in anestesia locale e con ricovero day hospital) una tecnica innovativa che offre risultati incoraggianti.

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Dr. med. Paolo Broggini
Specialista in Urologia (I)
Membro FMH e s.i. di Andrologia

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