La nuova diagnosi del carcinoma prostatico: la Fusion Biopsy real time

I limiti diagnostici dell’ecografia transrettale della prostata nella diagnosi del carcinoma prostatico consistono nell’alta percentuale di false positività delle lesioni ipoecogene ed alla stessa maniera all’elevata quota di lesioni iso ed iperecogene (40%). Si è quindi reso necessario spostare l’interesse su altre metodiche di imaging prostatico.

Una nuova tecnologia

L’attuale impiego della risonanza magnetica multiparametrica della prostata (mp-RM), ha evidenziato un aumento della performance diagnostica, evidenziando un’elevata sensibilità e specificità (tra il 63% e il 91% nei tumori prostatici di qualsiasi grado e tra il 92% e il 100% per i tumori clinicamente significativi).

I suoi vantaggi

Questa metodica assicura notevoli vantaggi: riduce del 25% le biopsie non necessarie, riduce la sovradiagnosi dei tumori clinicamente indolenti, incrementa la diagnosi dei carcinomi clinicamente significativi e riduce il numero dei pazienti da re-biopsiare dopo biopsie eco-guidate negative (biopsie standard).

“Queste evidenze pongono la Fusion Biopsy al vertice della diagnostica del carcinoma prostatico, come evidenziato dalle attuali linee guida dell’European Association of Urology.”

Una diagnosi in studio

Presso lo studio del Dr. med. Paolo Broggini è possibile diagnosticare un’eventuale carcinoma prostatico con questa metodologia.

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Trattamento dei dati inseriti

Dr. med. Paolo Broggini
Specialista in Urologia (I)
Membro FMH e s.i. di Andrologia

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Via Sant'Anna 7, Sorengo (CH)