L’impotenza sessuale maschile come segnale premonitore

L’impotenza, meglio definita Disfunzione Erettile (DE), viene definita come l’incapacità completa o parziale,
per un periodo di almeno 6 mesi, di raggiungere e mantenere un'erezione sufficiente a completare un
rapporto sessuale soddisfacente. Questa condizione investe una percentuale considerevole di uomini: da 2
a 5 uomini su 10! Svariate sono le cause alla base della DE: diabete, ipertensione, fumo di sigaretta,
colesterolo alto si associano ad una immancabile componente psicologica che accompagna chi ne soffre. Il
primo consiglio Medico e’: mai terapie fai da te, ma passiamo prima dall’Andrologo!

La dimensione del problema

Si calcola che la prevalenza complessiva della DE sia stimata in una forbice tra il 19 e 52%; in Svizzera si calcola che almeno l’15-20% degli uomini ne sia stabilmente affetto. Meno di 2 uomini su 10 si rivolgono a un medico segnalando il problema, il 71% crede che il Medico non prenda sul serio il problema, 8 uomini su 10 si aspettano che il Medico parli a loro di questi problemi.

Quando si genera il problema?

Esistono dei fattori predisponenti alla disfunzione erettile, denominati “fattori di rischio”. Essi sono: l’avanzare dell’età con il correlato aumento delle malattie croniche e dell’uso di farmaci potenzialmente erettolitici, l’aumento dei lipidi nel sangue (colesterolo e trigliceridi), l’ipertensione arteriosa, il diabete, il fumo di tabacco, l’abuso alcolico e l’obesità. Vi è una corrispondenza diretta tra questi fattori, specie se associati e la comparsa della impotenza sessuale maschile. Il fatto è che i fattori di rischio sopra elencati generano un evento finale comune ossia sono generatori di un danno endoteliale (endotelio: parete dei vasi sanguigni) che si realizza sia nei piccoli vasi sanguigni che irrorano il tessuto cavernoso del pene come nei vasi sanguigni di dimensione maggiore (arterie cavernose e anche le arterie coronarie,..). Da questa considerazione si evince facilmente come la DE sia il preambolo di una malattia cardiovascolare.

Impotenza: preambolo di un evento coronarico acuto

In un famoso studio di screening longitudinale condotto negli USA su 1402 uomini, si è dimostrato che alla comparsa in un uomo sano di uno stato di impotenza, può corrispondere un aumento di 50 volte del rischio di incidenza di una miocardiopatia nello stesso, nell’arco di tempo di 2-3 anni. In pratica si e’ visto come alla comparsa di una disfunzione erettile stabile possa poi generarsi un aumentato rischio di un infarto successivo. Ma niente paura se alla prima comparsa della DE ci si rivolge all’Andrologo che attuerà tutte le misure diagnostiche idonee a scoprire un eventuale link tra l’impotenza e una potenziale cardiopatia.

“La Disfunzione Erettile oggi, non è più un sintomo da tenere nascosto! Parlane subito con l’Andrologo ed evita sempre il pericoloso “fai da te”!”

Quali misure mettere in atto ai primi sintomi di impotenza?

La prima cosa da fare è evitare il “fai da te” e con questo intendiamo farsi prestare dall’amico la fatidica pillola blù. Sottovalutare l’origine di una impotenza può voler dire ritrovarsi con una grossa patologia nascosta alla base del problema, la cosiddetta punta dell’iceberg. L’Andrologo, spesso anticipato dal Medico di Famiglia inizierà a evidenziare negli esami ematochimici l’eventuale alterazione della glicemia, del colesterolo e dei trigliceridi, i livelli di testosterone e dell’ormone tiroideo, la funzionalità epatica e renale. Una successiva visita specialistica approfondita potrà rilevare delle malfunzioni dell’apparato genitale esterno e interno maschile, l’Andrologo (specialista della sessualità maschile) attuando un semplice test farmacologico e doppleristico sul pene potrà escludere una patologia d’organo (fibrosi, induratio penis plastica,..) e della sua vascolarizzazione arteriosa e venosa. Qualora si evidenziassero delle precise alterazioni organiche dell’apparato vascolare del pene correlate a disfunzioni del metabolismo (sindrome metabolica), il Medico provvederà a calcolare il rischio cardiovascolare mediante un semplice test “Framingham test” e a indirizzare il Paziente a una ulteriore valutazione della performance cardiologica. Con la modifica dei fattori di rischio (dieta, calo di peso, abolizione di fumo e alcol in eccesso, …) solitamente si assiste a un miglioramento concreto della performance erettile specie se associamo anche una attività fisica sportiva regolare. In tal modo modifichiamo anche quel rischio di contrarre un infarto successivo e potremo allora assumere solo su certificazione Medica, i farmaci amici dell’erezione, in assoluta sicurezza e buon risultato.

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Dr. med. Paolo Broggini
Specialista in Urologia (I)
Membro FMH e s.i. di Andrologia

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